La satira è online


Riprese Video negate a Pasquino in Consiglio Comunale

27.11.2015 09:22

L'esercizio del potere del presidente del consiglio comunale di Triggiano da' la misura di cosa e' e cosa rappresenta questa amministrazione. In attesa del giudizio divino e di quello popolare, In termini di diritto di cronaca e di critica, si scopre che Triggiano e' uno dei pochi Comuni nei quali le sedute "pubbliche" dei consigli comunali non posso essere riprese in video se non in presenza di autorizzazione che lo stesso presidente-caporale a tre baffi deve rilasciare su richiesta preventiva del diretto interessato. Diversamente e' previsto in aula un preciso richiamo al divieto, e in subordine, qualora il giornalista impenitente reiteri l'abuso, si prevede l'allontanamento coatto dall'aula consiliare. Il sette in condotta che mi sono beccato alle superiori mi ha convinto a desistere e non a sfanculare di fronte all'educato invito della signora vigilessa e in seguito da messieur le commandant al quale un episodio simile forse non sara' mai capitato considerando che nei vari comuni sono molto piu' avanti in fatto di democrazia, tolleranza e soprattutto maturita'. E' evidente che nella fattispecie, pur evitando l'incidente diplomatico, l'ordine d'imperio sia stato determinato dalle pasquinate urticanti che attraversano la rete dei social si diffondono come il virus della xylella fastidiosa. La vicenda, accaduta in un consiglio comunale dal colore grigio topo, e' da inquadrare in una intelligente e rara forma di ostilita' neuronale verso chi non mostra indulgenza alcuna nei misfatti o nella inadeguatezza altrui, che e' peggio dei misfatti, e nel rancoroso umore verso chi rispolvera la verita' dei fatti che inevitabilmente provoca pesanti effetti collaterali, orticarie dai ponfi enormi e pruriginosi e dolori intestinali con annesso rigonfiamento del varicocele. E dunque nel nostro taccuino, non possiamo quali cronisti satirici e impenitenti, se non annotare con la matita rossa l'ulteriore neo che cagiona danno d'immagine ai valorosi consiglieri comunali e all'amministrazione tutta, il cui declino e' inesorabile e la cui scadenza e' scritta sul pacco dei wurstel. Resta il forte dubbio di un regolamento arcaico e di una gestione della presidenza "encomiabile" in termini di forma e trasparenza quand'anche ci si voglia arrampicare al cavillo burocratico come alibi ipocrita da sfoderare alla bisogna. Il divieto delle riprese video assume in questo contesto un retrogusto amarognolo, come se le facce, i volti o le espressioni emaciate di chi si svanga per amministrare il paese, siano peggiori delle parole o del fraseggio talvolta inconcludente che rimbalza e vaga sospinto dal fiato tenuto a mezz'aria come uno spirito smarrito in un'aula sorda. Oppure, visto che siamo in tema, forse si fa strada il credo islamico secondo il quale l'occhio della macchina da presa ruba l'anima. Voglia il presidente comprendere lo scritto e ove fosse non comprensibile per mia ignoranza della lingua italiana, o per mia vulgata, rivolgersi a Treccani o a mediatore culturale. 
Nel patetico spettacolo consumatosi in una serata uggiosa dove l'unico fatto emerso e' che Sel di Nichi perde sellino e coperchietti della bicicletta sgangherata, il fiero presidente acquattato con un braccio sullo scettro di cartapesta e tronfio, ha dispoticamente ordinato: "vade retro Pasquino" . Ma Pasquino il video di tre minuti lo offre comunque a tutti i suoi estimatori. Sono momenti decisivi per il nostro futuro, godeteveli per l'intensita' emotiva e quando siete in preda alla depressione, premete il tasto re-Play fino allo sfinimento. E' una istigazione al suicidio di massa.

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